Andrea Di Marco & Atk

Attack-a-Boogie, Biografia Apocrifa di Andrea Di Marco (www.andreadimarco.com) Andrea-Di-Marco-&-Atk01

Genesi

primo giorno Non era una sera da ubriachi ma invece un pomeriggio come tanti pomeriggi di quel 2002 – ce ne furono quell’anno ben 365- io andavo a scuola di jazz da Cesare Grossi, che è un ottimo jazzista e mi insegnava dei trucchi e dei segreti che altri jazzisti non sapevano.
Un giorno gli comunicai che volevo mettere su una band di swing che fungesse da copertura per un giro di riciclaggio di danaro sporco.
Cesare entusiasta disse subito si. Formammo la banda, metà li scelse lui, metà li scelsi io, lui provò a scegliere uno che avevo già scelto io e allora per non litigare ne scegliemmo un altro. secondo giorno Arrivò un sassofonista che per non pagare le tasse di passaggio di proprietà fingemmo che arrivasse dalla banda di Cornigliano che essendo associazione culturale è esente da tassazione, lui è Paolo Pezzi, tra le grandi doti quella di dissociare il movimento del corpo (un balletto, un tip tap, qualcosa del genere) dalla mente che sempre va a capire se deve chiamare un altro cornista per il servizio del giorno dopo della banda di cornigliano.

terzo giorno Poi arrivò un trombettista della madonna, è uno che ci parte con gli assoli e fa gridare la tromba, è uno che spreme i canneggi di quel povero strumento che spesso pensa “non potevo nascere basso tuba?” Giampiero Lo Bello, il nome ha un nonsocchè di beffardo.

Andrea-Di-Marco-&-Atk04quarto giorno Cesare propose un batterista: Maurizio Borgia, a me mi stava sul cazzo, quindi lo prendemmo.
D’altra parte un batterista ci vuole e qualche sacrificio bisogna pur farlo e il fatto che suonasse così bene la batteria mi fece capire che avevo sbagliato, non era lui il Maurizio Borgia che mi stava sul cazzo.

quinto giorno Il contrabbassista non l’abbiamo cercato ma lui s’è presentato lo stesso, invadente come pochi. A cosa serve un contrabbasso? E soprattutto non è che sto qui poi vuole che lo aiuti a portare in giro il suo strumento? La risposta è si, i contrabbassisti suonano il contrabbasso per farsi aiutare a portarlo in giro.
Quando sentite la presentazione del contrabbassista che è bello e figo, che è il fiore all’occhiello della band che purtroppo però non è potuto venire e allora c’è Ricky Barbera sappiate che la battuta è mia ed il consenso all’uso di tale battuta non è mai stato concesso, ma questa è una polemica che non mi fa onore, lo so.

sesto giorno La band al fine è pronta, per suonare ci sono già un paio di locali, per il riciclaggio di danaro sporco ci sono un paio di contatti con dei mafiosi di Busalla, ci aiuta molto un faccendiere biondo, mezzo dj e mezzo culattone, Marco Brega.

Il settimo giorno ci riposiamo.

L’inizioAndrea-Di-Marco-&-Atk02 Si parte. Lo swing funziona bene, l’attività malavitosa purtroppo fa fatica ad ingranare, riusciamo a riciclare solo monetine da 5, 10, 20 cent di euro nei parkimetri del porto antico. La mafia ci fa avere una lettera di scazzo.
Paolo Pezzi propone una rapina alla cassaforte della banda di Cornigliano, il pensiero di avere un infiltrato galvanizza tutti e ridà morale alla band.
Il giorno del colpo però Borgia ha la febbre a trentotto e manda un messaggio che non può venire. Il piano salta. La mafia ci manda una lettera di brutte parole.

Andrea-Di-Marco-&-Atk05Andrea-Di-Marco-&-Atk06L’età dello sviluppo E invece l’attività musicale va a gonfie vele, si suona a Genova, Milano ma anche più lontano, iniziano contatti con l’ambiente della comicità, inizia l’esperienza esaltante del Comedy Club, decidiamo così di mandare affanculo la mafia e rigare dritto: il successo è alle porte.
La gelosia Poi un bel giorno, faccio conoscere alla band un mio amico Alessandro Conti. E loro fanno amicizia.
Alessandro ha una bellissima voce, è un ragazzo d’oro, è ovvio che facciano amicizia, mi fa piacere. Poi un bel giorno è un po’ come quando alla tua fidanzata presenti il tuo miglior amico e una settimana dopo ti dicono che loro si sposeranno. Non che ci uno ci rimanga male ma almeno speri che alla comnunione del loro figlio non ti diano le bomboniere che danno a tutti.
Il presente Da allora, un po’ di cose sono cambiate: loro continuano a suonare lo swing, io mi sono buttato di nuovo nel riciclaggio, va un po’ meglio, ogni tanto riesco anche a spacciare un po’ di droga ai ragazzi della banda di Cornigliano.
Ho capito che a volte è meglio non fidarsi: le lezioni di Jazz… ho scoperto che non erano di jazz ma di folk bulgaro: quel bastardo di Cesare lo faceva per farmi fare brutta figura un domani avessi fatto una jam session.

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